Assegnato il Nobel per la pace 2026: il premio è andato a Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana di origine indiana.
Il Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato a Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana di origine indiana, riconosciuta per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale. Il Comitato norvegese per il Nobel ha motivato la scelta sottolineando l’importanza dello Stato di diritto, sia a livello nazionale sia internazionale, come fondamento di un sistema capace di garantire la pace e risolvere i conflitti senza ricorrere alla violenza.

Navi Pillay vince il Nobel per la pace 2026
La magistrata ha accolto la notizia al Tribunale di Norimberga con una battuta ironica, rivolta idealmente al presidente americano Donald Trump: “Se applaudite un po’ più forte, potrei condividere il Premio con Trump”.
Pillay è una figura di spicco nella difesa dei diritti umani. Nel corso della sua carriera si è distinta per il contributo alla lotta contro l’apartheid e per il lavoro svolto alla guida del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Ha inoltre difeso numerosi prigionieri politici, tra cui Nelson Mandela, diventando un riferimento nell’affermazione dei principi della giustizia.
Più recentemente, ha presieduto la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati. Nel 2025, la commissione ha accusato Israele di «genocidio» nella Striscia di Gaza.
Le motivazioni per il premio
Nelle motivazioni del riconoscimento, il Comitato norvegese ha ribadito un principio centrale: “La pace richiede giustizia”. Pillay è stata elogiata per il coraggio e l’integrità dimostrati nel contribuire alla costruzione di un ordinamento giuridico globale più completo. Secondo il Comitato, il suo lavoro è stato determinante affinché i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio potessero essere perseguiti penalmente.
La motivazione evidenzia anche la sua costante adesione ai principi fondamentali della giustizia e il contributo al rafforzamento del ruolo e dell’efficacia del diritto internazionale.
La decisione è arrivata dopo l’esame di 287 candidature, un numero nettamente inferiore rispetto a quello registrato nell’edizione precedente del premio.